Questo messaggio è stato spedito sulla lista "Free Software Business" <fsb@crynwr.com> da parte di Jonathan Shapiro, in data 13 Dicembre 2000.

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Messaggio di Jonathan Shapiro sui brevetti, 13 Dicembre 2000

Oggetto: Re: É innovativo il software libero?

Riguardo alla ricerca di informazioni sui brevetti da parte di Bernard...

NdT: La discussione in lista verteva sull'ammontare di innovazioni teoricamente brevettabili presenti nel software libero, e di conseguenza su quanto la "brevettabilità" indichi che un prodotto è innovativo.

Sono stato ampiamente intervistato per un articolo che apparirà tra bereve sul "Johns Hopkins Magazine". Quando uscirà, vi farò sapere dove reperirlo. Il conetesto specifico dell' articolo è, naturalmente, l' impatto dei brevetti sulla ricerca accademica.

NdT: l'articolo e` poi stato pubblicato nel Febbraio 2001, ma censurando le ottime argomentazioni qui espresse. Il testo e` disponibile come http://www.jhu.edu/~jhumag/0201web/patent2.html

Non è chiaro quanti dei miei commenti appariranno integri nell' articolo, comunque questi sono alcuni dei punti che ho sollevato con l'intervistatore.

(1) Il concetto di brevetto esiste per aumentare il beneficio collettivo, non quello dell'azienda o dell'inventore.

(2) Che si creda o meno ai brevetti, il ciclo di vita di un brevetto deve essere allineato al ciclo di vita del prodotto. Un brevetto esiste per dare all' inventore la possibilità di seguire lo sviluppo dell'invenzione, non per dargli un'opportunità illimitata di fermare il progresso o estorcere denaro alla collettività. Se un inventore non può trarre vantaggio entro il ciclo di vita dal suo prodotto (commisurato al settore di competenza) allora non ci riuscirà mai. Ci sono sempre delle eccezioni, ma la durata del brevetto dovrebbe essere stabilita in base al concetto del 'massimo beneficio per il massimo numero'.

(3) Nel software il ciclo di vita è al massimo due anni. Il tempo di decompilazione (reverse engineering) è pure di circa due anni. I brevetti sono inutili.

(6) Nel software, il beneficio collettivo trae vantaggio dalla possibilità di integrazione delle idee. L'unico scopo dei brevetti è di frammentare le idee. I brevetti non promuovono affatto l'interesse della collettività. Piuttosto, permettono ad aziende grosse e poco innovative di bloccare il progresso industriale impedendo ad altri di introdurre innovazioni che rompono col passato.

(7) Abbiamo visto svariati esempi in cui i detentori di brevetti sul software li hanno usati proprio per frenare gli interessi della collettività. C'è una lunga lista di applicazioni software che hanno cominciato ad includere tecniche crittografiche in ottobre, perchè solo allora è scatudo il brevetto sull'algoritmo RSA. Unisys ha fatto un'incredibile pasticcio con i file GIF quando ha iniziato ad abusare del suo brevetto sulla compressione Lempel-Ziv, e quel brevetto non è neppure valido! Mark Wegman (IBM) aveva già presentato una domanda di brevetto sulla stessa tecnica.

(8) L' ufficio brevetti [americano] non è in grado di valutare la qualità delle applicazioni, quindi tende sostanzialmente a fidarsi di chi propone il brevetto come innovtivo. I risultati sono prevedibili. IBM, ad esempio, detiene un brevetto sulla consultazione di tabelle. Dimostrare in tribunale che uno di questi brevetti non è valido costa all'interessato almeno duecentocinquantamila dollari. Questo è sufficiente a scoraggiare le persone dal procedere in giudizio. Se siete una piccola azienda, questo può essere oltre le vostre disponibilità. L'esito è che i brevetti sul software sono una forma di estorsione legalizzata. L'onere finanziario grava sulle persone sbagliate. Combinando questo fatto con una valutazione inadeguata della validità dei brevetti otterrete un serio problema. E questo abbiamo.

Un paio di domande poste dal giornalista sono di potenziale interesse. La discussione è stata ricostruita, perciò questi commenti possono non riprendere le esatte parole dell'intervista, ma credo di aver conservato il senso del dialogo.

D: Cosa dice dei brevetti sui medicinali? Le industrie farmaceutiche sostengono che sono fondamentali per la loro redditività.

R: Vediamo un po'. Le industrie farmaceutiche dichiarano che senza brevetti non guadagnerebbero niente, vero?
[Giornalista:] Sì.
[Io:] Quando vennero introdotti i brevetti sui medicinali?
[Giornalista:] Intorno al 1980 -- dovrei controllare l'anno esatto.
[Io:] C' erano industrie farmaceutiche in attivo prima del 1980?
[Giornalista:] Sì.
[Io:] Ed avevano guadagnato anche senza brevetti, vero? C' erano molte industrie grandi e fiorenti negli anni '60 e '70.
[Giornalista:] Sì.
[Io:] Quindi, se queste industrie vogliono i brevetti non è per essere in attivo. Questa è una scusa. E' per essere in grado di impedire i progressi nella medicina. I brevetti esistono per proteggere la collettività. I brevetti sui medicinali stanno proteggendo la collettività?
[Giornalista:] Ma prima dei brevetti, usavano il segreto industriale...
[Io:] I segreti industriali non sono nocivi. Finchè leggi repressive non lo impediscono, se una persona può scoprire e sfruttare qualcosa, anche un'altra lo può fare.

D: Allora, quanto a lungo dovrebbero durare i brevetti sul software?

R: Se proprio ci devono essere, personalmente chiederei un periodo di 18 mesi, ma potrei accettare due anni.
[Giornalista:] Ma gli avvocati dicono che l'iter di approvazione di un brevetto richiede tre anni, quindi affermano che una durata inferiore ai tre anni non ha senso.
[Io:] Bisogna stare molto attenti quando chi si esprime ha uno specifico interesse, come accade per un avvocato, un'industria farmaceutica o un professore della Hopkins. Bisogna chiedersi "Cosa significa questo per loro?". Agli avvocati specializzati in brevetti non interessa che il sistema brevettuale sia corretto. A loro interessa avere parcelle più alte e ottenere il meglio per i propri clienti. Quindi in questo caso sostengono "se la burocrazia non può gestire la realtà, allora cambiamo la realtà". Ha senso ciò?


Saluti,
Jonathan S. Shapiro
Assistant Professor, Department of Computer Science
Johns Hopkins University